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Visitare Napoli: Le Catacombe di San Gennaro

Visitare Napoli: Le catacombe di San Gennaro, le più grandi del sud italia

Catacombe di San Gennaro

La città di Napoli è un il risultato esemplare di come il susseguirsi e il fondersi di diverse epoche e culture danno vita a un qualcosa di unico nel suo genere. Napoli infatti, è una città fatta a strati ed è attraverso questi ultimi che si può conoscere la vera storia e essenza della città. La Napoli sotterranea ha da sempre dato un valore aggiunto alla città, perché la sua costante scoperta è caratterizzata da bellezze straordinarie e luoghi suggestivi.

In altre parole, se state passeggiando per i vicoli di Napoli, calpestando i “vasoli napoletani” (termine per intendere i basoli), pensate che qualche metro sotto i vostri piedi, ci possano essere un antico anfiteatro o antiche aree monumentali, come le cosiddette catacombe! Basta scendere qualche scalino per vivere questo mondo sottotterra.

Una delle testimonianze più forti di tutto ciò, infatti, è data dalle Catacombe di San Gennaro, una delle più grandi del Sud Italia, considerando che esse occupano una superficie di circa  5000 metri quadri su due livelli. La caratteristica di queste catacombe è data dall’ampiezza degli spazi, a differenza delle catacombe romane che invece presentano cunicoli molto stretti.

Storia

Esse risalgono al II secolo d.C dove c’erano 5 grossi ipogei, cioè 5 grandi spazi, fino a quando nel V secolo il vescovo di Napoli, Giovanni I, decise di distruggerli per ospitare le ossa di San Gennaro affinché i fedeli potessero pregare e venerare il patrono della città. Da quel momento quel luogo divenne meta di pellegrinaggio e desiderato luogo di sepoltura. Questo fu il motivo per cui il vescovo decise di distruggere gli ipogei per creare un unico e più ampio cimitero. Infatti, si contano circa 3000 sepolture. Il cimitero presenta diverse tipologie di sepoltura: fosse scavate nel calpestio  per i ceti più bassi, loculi a parete per un ceto medio e piccole stanze per i ceti più facoltosi, chiamate cubicola con all’interno un’altra tipologia sepolcrale chiamata arcosolio.

L’arcosolio più importante delle catacombe di Napoli è quello della famiglia Theotecus dove vi è un affresco molto particolare rappresentante la famiglia sepolta, la piccola Nonnosa di 2 anni con i suoi genitori. Esso è una sovrapposizione di strati di pittura realizzati forse alla morte di ognuno.

Le catacombe, diventate luogo di culto per i fedeli, assunsero una funzione e una struttura molto simile a quelle delle chiese, infatti essa prese il  nome di basilica adjecta, perché presentava una navata centrale come nelle comuni basiliche, con tante capelle laterali annesse, adiacenti ( da qui il termine adjecta) alla tomba di San Gennaro. I fedeli avevano anche a disposizione un cantaros, un’ acquasantiera, posta davanti ad una croce a svastica che un tempo era il simbolo del sole nascente circondata ai due lati dalle iniziali greche di Iesus Cristos e sotto dalla parola Nika ( in italiano Vincerà). L’iconografia sta a significare che Gesù Cristo, la luce, vincerà sulla morte. Era un chiaro messaggio di speranza dato a tutte le persone sepolte che credevano nella resurrezione.

Il livello inferiore rappresenta il cuore delle catacombe, dove un tempo erano sepolte le ossa del santo patrono. Le origini di San Gennaro sono incerte, visse tra il  272  e il 305 d.C  e molto probabilmente era il vescovo di Benevento. Cercò di convertire più pagani possibili al Cristianesimo e per questo motivo fu arrestato . La storia narra che San Gennaro doveva essere sbranato vivo dai leoni nell’anfiteatro flavio a Pozzuoli, ma al suo arrivo, i leoni si inginocchiarono e quindi la condanna fu rimandata fino a quando si decise di decapitarlo nel 305 d.C. La testa e il sangue furono portate subite a Napoli, mentre le ossa dopo essere state portate in un primo momento a Benevento, furono trafugate dal Vescovo Giovanni I e portate alle catacombe intorno al 813 d.C facendole diventare meta di pellegrinaggio. In seguito, le ossa fuorno riportate a Benevento, ad opera del principe Sicone I , nel santuario di Montevergine dove rimasero dimenticate per oltre due secoli. Oggi le ossa, invece, sono custodite al Duomo di Napoli dal 1497, grazie alle trattative dell’allora vescovo della città Pietro Carafa con i monaci del santuario. San Gennaro divenne santo patrono della città nel 472 d.C. Il popolo napoletano è molto legato alla figura del santo patrono, infatti i fedeli gli affidano la sorti della città. Essi per ben 3 volte l’anno  (il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 maggio e il 16 dicembre) accorrono per assistere al cosiddetto “Miracolo di san Gennaro”, ovvero la liquefazione del sangue. Se ciò avviene è un buon auspicio per la città, al contrario se il sangue non si scioglie la città di Napoli sarà vittima di disgrazie e eventi fortemente negativi.

Le catacombe di San Gennaro sono arricchite anche da numerosi affreschi. Di notevole importanza è l’affresco della “Terza visione di Erma”del III secolo. L’affresco rappresenta la terza delle cinque visioni del profeta Erma ed in particolare raffigura 3 donne ( Fede, Speranza e Carità) che lavano in un fiume delle pietre. Le pietre in questo affresco rappresentano tutti coloro che avevano ricevuto il battesimo, e quindi credenti del Cristianesimo. Infatti, è l’unico affresco cristiano certo, in quanto gli altri non sono molto facilmente databili. durante il viaggio nelle catacombe, è facile trovare delle riproduzioni degli affreschi o delle opere presenti su lastre di metallo. Esse riproducono in rilievo le opere in modo da rendere accessibile l’esperienza-catacombe a tutti, anche a non vendenti o ipovedenti. Questo abbattimento delle barriere architettoniche è realizzato in gran parte dal gruppo SAAD (servizio di ateneo per le attività egli studenti con disabilità) dell’università suor Orsola Benincasa di Napoli e la cooperativa sociale Iron Angels che collabora ormai da anni con il team delle Catacombe di Napoli.

Continuando il percorso e raggiungendo il livello inferiore si arriva alla parte più antica delle catacombe e forse anche la più suggestiva. È molto ampia e regolarmente strutturata. Nasce tra il II e III secolo attorno alla Basilica di Sant’Agrippino, nel IV secolo vengono scavate le tombe e solo nell’ VIII secolo vengono costruiti il Battistero, o vasca battesimale e il consignatorium, entrambi voluti dal vescovo Paolo II,  come rifugio per i fedeli durante le lotte iconoclaste. In quello spazio, all’epoca,  nella notte del Sabato santo, i fedeli adulti ricevevano tutti e tre i Sacramenti: il battesimo, la comunione e la cresima, partendo proprio dalla vasca battesimale.

Prima di raggiungere la Basilica paleocristiana di San Gennaro Extra Moenia, addentratevi nella navata centrale, ammirando gli affreschi presenti sulla parete destra.

Gioco di Luci

Inoltre, le catacombe di San Gennaro hanno un sistema di illuminazione a led realizzato nel 2009 che crea un gioco di luci ed ombre valorizzando l’ambiente e suggestionando lo spettatore. Un motivo in più per visitarle!

Il percorso termina con la visita della Basilica di San Gennaro Extra Moenia, una delle nove basiliche paleocristiane più antiche dedicate al Patrono. La Basilica fu costruita nel V secolo a ridosso delle catacombe. Nel corso degli anni, essa ha subito le forti influenze stilistiche delle dominazioni straniere,  ma la sua struttura caratteristica dell’era paleocristiana è rimasta; infatti, essa ha tre grandi navate ed un’abside semicircolare.  La basilica però, non ha avuto vita facile; ha subito svariate modifiche anche a livello funzionale, fu infatti, deposito per gli appestati, ospizio per i poveri, deposito dell’ospedale San Gennaro dei Poveri, fino alla totale chiusura per ben 41 anni per motivi burocratici. è stata riaperta al pubblico solo nel 2008, acquisendo un forte valore simbolico perché la basilica e le Catacombe sono diventate il principale punto di collegamento con il Rione Sanità, che gli fa da stupenda cornice. Infatti, dalla Basilica si può arrivare direttamente al Rione Sanità, raggiungendo anche le altre Catacombe (Catacombe di San Gaudioso – entrata valida con lo stesso ticket che ha una durata di 12 mesi). La basilica dunque rappresenta il simbolo della riappropriazione e del  recupero del quartiere Sanità che ritrova fiducia nelle proprie risorse.

Oggi, la basilica è diventata un vero e proprio punto di aggregazione; è sede di concerti, eventi e mostre ed è l’esempio lampante di come il recupero di un territorio parte dal basso. Basti pensare che tutto il lavoro è svolto dalla cooperativa La Paranza, nata proprio nel rione Sanità.

La visita ormai è giunta al termine, ma se avesse ancora voglia di conoscere e visitare altre Catacombe o addentrarvi nel Rione Sanità, sono previsti su prenotazione anche percorsi straordinari, visite serali, percorsi Lis.

È consigliabile indossare scarpe comode e portare un maglioncino anche nei periodi caldi: la temperatura nelle Catacombe varia tra i 15 e i 22°.

Orari di apertura Dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 17:00 (ultimo ingresso ore 17:00)

domenica dalle 10:00 alle 13:00 (ultimo ingresso ore 13:00)

INFO:   http://www.catacombedinapoli.it/it

tel/fax +39 081 744 37 14 info@catacombedinapoli.it

Indirizzo:  Catacombe di San Gennaro Via Capodimonte, 13, 80136 Napoli

 

Come arrivare    In Treno: fermata METRO 1 – FERMATA MUSEO. Proseguire in autobus.

In autobus: Fermata autobus n. 1246 – Museo Nazionale –  Linee 168, 178, C63, R4. Scendi alla fermata n. 3250 – Basilica Incoronata – Catacombe San Gennaro. Durata viaggio circa 15 minuti

In auto: Prendi la Tangenziale di Napoli, e poi prendi l’uscita n° 5 – Capodimonte.Svolta a destra in via Capodimonte.La Basilica è sulla destra, dopo 200 m. Se preferisci raggiungerci in auto, puoi lasciarla comodamente nel nostro parcheggio gratuito presso le Catacombe di San Gennaro.

Tickets : Adulti 8,00 €

Under 18/Over 65 5,00 €

Studenti universitari 5,00 €

Gruppi (min. 20 partecipanti) 5,00 €

Scuole 3,00 €

Under 6 Gratis

Diversamente abili Gratis

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Castel Sant’Elmo

L'occhio sulla città

panorama mozzafiato

Visitare Napoli e il Castel Sant’Elmo, una delle più importanti fortezze del Regno di Napoli.

E’ uno dei luoghi da non perdere se visitate Napoli,  facilmente raggiungibile con la metropolitana e con la funicolare, sorge sulla collina del Vomero  e vanta una delle viste più belle al mondo.

Questo spettacolare castello, prima di diventare un castello a tutti gli effetti, era una torre d’osservazione di origine normanna, realizzata in tufo giallo napoletano, un punto strategico per  la città di Napoli, dal quale si poteva controllare il golfo e l’intera città. Successivamente diventò un vero è proprio sistema difensivo  ideato da dal vicerè Pedro de Toledo. Il nome originario era Belforte,  ma nel X secolo d.C  prese il nome di Sant’ Erasmo dall’omonima chiesa situata nella zona adiacente alla Certosa. Per ulteriori semplificazioni del termine nel tempo fu chiamato poi Sant’Elmo. La  prima vera  edificazione risale al 1329, durante l’epoca Angioina,  quando il re Roberto D’Angiò decise di ampliare la superficie del Castello, per trasformarlo in una vera e propria residenza reale. Il lavori furono fatti dall’architetto e scultore Tino di Camaino ma durante il Rinascimento un forte terremoto provocò il crollo delle due torri  così la dinastia spagnola degli Aragonesi  ristrutturò e riconfigurò l’edificio in una vera e propria fortezza, per volere di Don Pedro de Toledo. Successivamente fu ricostruita anche la chiesa all’interno del piazzale e nel 1860 divenne un carcere militare, fino al 1952.

Castel Sant'Elmo
Castel Sant’Elmo

Al  Castello si accede da via Tito Angelini, attraverso un percorso composto da un piccolo vialetto e da un ponte levatoio che permette il superamento del fossato che circonda la fortezza.Lungo il percorso vi troverete negli ambienti che sono stati adibiti ad auditorium, continuando arriverete nelle carceri basse, ambienti stretti e angusti  dove furono rinchiusi ribelli come (Tommaso Campanella e Luigia San felice). Una volta Terminata la salita arriverete a Piazza d’Armi, dove una volta vi erano gli alloggi del castellano, degli ufficiali del presidio e la chiesa di Sant’Erasmo. E da questo piazzale, raggiungibile anche con l’ascensore,  che potrete ammirare un panorama mozzafiato della città di Napoli  avrete la possibilità di ammirare la città in ogni sua prospettiva in ogni suo scorcio dal territorio vesuviano alle isole del golfo e la tutta la collina di Posillipo.

Castel Sant'Elmo
Piazza d’Armi

Oggi Castel Sant’Elmo  è un luogo per mostre, esposizioni temporanee ed eventi culturali. Al suo interno è presente il Museo Napoli Novecento 1910-1980, in cui sono presenti numerose opere di artisti prevalentemente partenopei: 170 opere tra sculture, dipinti ed opere grafiche che vanno dal futurismo al realismo del dopoguerra. Il complesso monumentale di Castel Sant’Elmo ospita inoltre una fonoteca, una  biblioteca di storia dell’arte “Bruno Molajoli” ed un grande auditorium che accoglie ogni anno concerti, rassegne teatrali ed eventi di ogni tipo.

 

 

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Visite serali a Pompei ed Ercolano

Visite serali a Pompei ed Ercolano, un viaggio notturno tra gli scavi più suggestivi del mondo

Se siete alla ricerca di un percorso suggestivo al chiaro di luna, non perdetevi l’occasione di vistare gli Scavi di Ercolano e di Pompei di sera, l’ideale per calde serate estive.
Due splendidi tour, alla scoperta delle due città distrutte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., curiosità, reperti e contenuti multimediali vi faranno rivivere la Pompei e l’Ercolano di una volta.

Pompei

pompei-rid

La visita agli scavi di Pompei comprende un tour nell’Antiquarium, edificio realizzato nel’800, oggi riaperto dopo 36 anni. Un suggestivo viaggio nella storia di Pompei, dall’origine, alla vita quotidiana fino all’eruzione nel 79 d.C. Saranno delle spettacolari proiezioni multimediali e delle applicazioni di realtà virtuale a farvi immergere nell’antica Pompei, grazie anche all’ausilio di un plastico ricostruttivo della città, immortalata al momento dell’eruzione.

All’interno della sezione museale Sacra Pompeiana, dedicata ai luoghi di culto della Pompei pre-romana troverete reperti provenienti da santuari urbani, come il Tempio di Dorico e il Tempio di Apollo e da santuari extraurbani quello di Fondo Iozzino e quello di Sant’ Abbondio.
All’interno del Quadri portico e al Quartiere dei Teatri, invece, assisterete a installazioni multimediali notturne, che narreranno le lotte tra gladiatori, facendovi immergere nell’atmosfera delle performance che avvenivano nel Teatro Grande e nell’Odeion.

L’eccesso è da Viale delle Ginestre, ingresso Piazza Esedra.

Ercolano scavi ercolano

Agli scavi di Ercolano, un tour guidato vi porterà alla scoperta dei reperti marinari dell’area, che sono conservati nel Padiglione Barca, dove vi è l’enorme imbarcazione ritrovata sull’antica spiaggia di Ercolano. Visiterete l’antica aera dei Fornici, ricovero per i 300 fuggiaschi che morirono durante l’eruzione. La visita si concluderà sulla terrazza di Nonio Balbio antico affaccio sul mare.

Le visite sono previste tutti i sabato sera dal 7 maggio al 1 ottobre
Orario
Dalla 20 alle 23 ( ultimo ingresso ore 22)

Costo del biglietto
2 euro

Non è prevista prenotazione per gli accessi alle visite

Cosa fare a Napoli in 48 ore

Napoli in 48ore

ma perchè non 72?

Siete a Napoli per 48 ore e volete vedere il meglio della città del sole? Ecco una top list di cose da fare se siete in città per due soli giorni.

Spaccanapoli1. Il centro antico di Napoli

Passeggiate tra i vicoli dell’antica polis grecoromana, tra le botteghe d’arte, le pizzerie e  le opere di street art urbana. Un luogo unico al mondo, dove sarete catapultati nella vera essenza di Napoli.

capodanno a napoli2. Lungomare più bello di Italia.

Un connubio perfetto tra natura e storia. Il golfo  con il Vesuvio fa da sfondo allo splendido  Castel dell’Ovo, simbolo di Napoli. In lontanaza nelle belle giornate di sole potrete vedere le isole del golfo: Ischia, Procida e Capri.

Piazza Plebiscito  3. Piazza del Plebiscito.

La piazza più grande di Napoli, qui potrete vedere il Palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola con il suo colonnato che incornicia tutta la piazza.

Pizza Napoli4. Mangiare la pizza Napoletana.

Non si può venire a napoli e non provare la pizza Margherita.

Eventi a Napoli 5. Il panorama di Napoli da San Martino.

Da una delle colline di Napoli, da qui avrete la possibilità di ammirare la città di Napoli dall’alto. Uno spettacolo emozionante che vi rimarrà impresso nella mente e nel cuore.

zuppa di cozze6. Mangiare la zuppa di Cozze.

Una delle specialità napoletane, ricca di crostacei per chi la vuole più abbondante o semplice per chi ha un gusto più classico. Ma attenzione al peperone piccante!.

caffè7. Il caffè più buono che berrete in vita vostra.

 

San Gregorio Armeno8. San Gregorio Armeno, strada dedicata interamente all’arte presepiale napoletana.

Ci sono tutti i personaggi del presepe napoletano e per chi è più ironico anche le statuette                                            di personaggi influenti della società.

duomo di napoli9. Il Duomo di Napoli e la cappella del tesoro di San Gennaro.

Qui troverete il tesoro della città di Napoli dedicato al Santo Patrono.  Il 19 marzo giorno del santo avviene il miracolo dello  scioglimento del sangue di San Gennaro: un giorno importantissimo per la cultura napoletana. E se non si scioglie sono guai!

Itinerari Napoli - Napoli Esoterica10. Il cimitero delle fontanelle.

Napoli è considerata la città esoterica per eccellenza . Ha un forte culto dei morti e dell’adorazione delle famose “capuzzelle”: piccoli teschi, conservati i diversi luoghi della città. Uno di questi è Il cimitero delle fontanelle, luogo suggestivo per l’alto numero di capuzzelle presenti in queste antiche cave.

 

Enjoy the city of the sun!

 

 

Food on the spot – Una pizza in piazza a Napoli

Pizza a Napoli
Food on the spot vi porta, per questa puntata del mangiare una pizza a  Napoli, in una delle zone più trafficate e caotiche di Napoli, Corso Umberto, per la precisione Piazza Bovio.
La scelta può sembrare una distonia rispetto alle solite location da relax totale, ma sappiate che ci sono dei giardinetti molto carini, che ospitano spesso impiegati degli uffici lì intorno che scendono per il pranzo, giusto per staccare un pò dal pc.
Parliamo del cuore pulsante di Napoli, una zona che non è il centro storico, ma molto più caotica ed affollata per i tanti negozi ed uffici. Da questo punto della città, chiamato anche Piazza Borsa da quasi tutti i Napoletani, si può raggiungere facilmente il mare, piazza Municipio o via Toledo, ma anche la vivace piazza Garibaldi.

pizza a Napoli

Il food

La pizza ai peperoni, senza ombra di dubbio, si colloca nella mia top ten delle prelibatezze da gustare a Napoli. E come si può trovare da NaNa, store di prodotti tipici del territorio, è un qualcosa di speciale. Nana si trova poco lontanto da piazza Bovio, un dieci minuti di passeggiata per i vivaci vicoli che animano i dintorni di Corso Umberto, chiamato anche il Rettifilo di Napoli. Si tratta di un piccolo negozietto, molto carino, pieno zeppo di prodotti del territorio, delle vere eccellenze campane. Vino, miele, marmellate, pasta, ma anche ortaggi, affollano gli scaffali. Posso tranquillamente affermare che Nana rappresenta un esempio di quello che andrebbe fatto per valorizzare i prodotti della Campania, un vero e proprio store di qualità a Napoli.
Ho scelto una birra chiara, artigianale, devo dire molto gustosa e rinfrescante.

Lo spot

Piazza Bovio ospita la Camera di Commercio di Napoli, che spesso è host di importanti mostre ed eventi. Nel centro della piazza vi è una statua a cavallo di Vittorio Emanuele, Re d’ Italia. In realtà molti Napoletani preferiscono di gran lunga i Borbone, cosa che negli ultimi tempi ha fatto sì che nascesse un vero e proprio movimento Borbonico, un’ espressione dellà di tornare a tempi in cui Napoli ed il suo regno, ovvero quello delle due Sicilie, era molto potente ed indipendente dalla zona padana e nordica con cui poi è stata unificata l’ Italia. I Borbone hanno certamente portato il Regno delle due città e Napoli, il suo fulcro, molto in alto, e in un periodo di grandissima prosperità che ha prodotto delle eccellenze in campo tecnologico e culturale.

Ti sei perso le ultime puntate di Food on the spot? Non preoccuparti! Puoi subito rimediare!

Food on the spot

Eventi a Napoli dal 18 al 24 aprile

Eventi a Napoli: scopri cosa fare dal 18 al 24 aprile in città

La primavera a Napoli può essere considerata uno dei momenti migliori per visitarla: Fresco, ma non troppo, sole, tanta vivacità e naturalmente moltissimi eventi! Prendete il primo paio di occhiali da sole e uscite con noi, sapremo portarvi nei posti più magici e per gli eventi più cool di tutta Napoli!

Cominciamo subito con le passeggiate. Tanta fatica ma tanta soddisfazione! LiberEtà, cooperativa di Napoli nel campo della formazione, organizza dei trekking tour dal titolo “Napoli Obliqua”. Le escursioni, che saranno organizzate da un professionista del trekking, vi permetteranno di visitare le zone più caratteristiche della città all’ ombra del Vesuvio, e si snodano secondo questi appuntamenti:

  • domenica 17 aprile 2016 – FINESTRE IN BLU “primavera, orizzonti, vulcani e giardini” di 7,6 km nella zona di Mergellina
  • domenica 1 maggio 2016 – VICOLI IN OMBRA, VICOLI CIECHI…  “per spagnoli e miracoli” di 8 km nella zona di piazza Cavour

I prezzi partono da 13€ e sono previsti anche abbonamenti, necessaria però la prenotazione – per maggiori informazioni consultate: evento facebook o il sito di LiberEtà

Per tutti gli appassionati di fumetti, illustrazioni e arti visive e non, c è il Comicon! Si tratta di un evento annuale, che riunisce tantissime case editrici nazionali a Napoli per l’ occasione. Ci saranno tantissimi cosplay, compravendita di fumetti dove si trovano tanto buoni affari, e disegnatori illustri. Quest’ anno fra i tanti ospiti: Manara, Mainetti e Zerocalcare.

Eventi a Napoli

Per maggiori informazioni consultate il sito web del Comicon Napoli – vi consigliamo di affrettarvi se volete accaparrarvi un biglietto in tempo!

Por vos otros espanoles en la ciudad de Napoles en april, o anche per chi ama la lingua spagnola, come anche per chi è semplicemente curioso, all’ Istituto Cervantes di Napoli (Via Nazario Sauro) ci sono delle proiezioni in lingua completamente gratuite! Ecco il calendario dei film:

Lunedì11 aprile alle 17 “Loreak” di José Mari Goenagae Jon Garaño, Lunedì 18 aprile alle 17, “Las ovejas no pierden el tren” di Álvaro Fernández-Armero lunedì  2 maggio alle 17 “La isla mínima” di Alberto Rodríguez Lunedì 9 maggio alle 17 “Doñana cuatro estaciones” di Javier Molina Lamothe

Buena vision y Buena Napoles!!

Mangiare a Napoli: la focaccia a largo Berlinguer

L’ appuntamento settimanale della gustosa rubrica “Food on the Largo Berlinguer, Napolispot” prevede come sempre, un piccolo itinerario succulento. Perchè questa rubrica? Beh semplice, chi ha detto che lo slow food dev’ essere al tavolo di un ristorante o un’ osteria? Ci sono pause pranzo o piccoli spuntini che alle volte trasmettono una tranquillità ben maggiore, e senza spendere troppo. Quindi, fate anche voi tesoro del nostro mantra: “Slow food per strada!”

In questo periodo, con questo clima primaverile, può essere davvero piacevole mangiare per strada. E perchè non fare una bella passeggiata per Via Toledo (che noi Napoletani chiamiamo quasi tutti Via Roma) per poi concludere in bellezza con una focaccia a largo Berlinguer? Pranzare per strada può essere un ottimo modo di mangiare a Napoli.

La focacceria a salita ponte di tappia, napoliIL FOOD

A salita Ponte di Tappia, una strada di via Rom..ops! Via Toledo, è possibile trovare una piccola bottega, chiamata “La focacceria”, dove è possibile gustare delle focacce e dei saltimbocca a prezzi piuttosto modici. Oltre alla classica margherita, ci sono focacce ripiene di tanti tipi, ma la mia scelta è stata quella di un classico cibo napoletano: la pizza di scarole. Solitamente farcita con olive, capperi e talvolta alici salate oltre alla fondamentale scarola cotta, si può definire una vera “esplosione di gusto”. Saporitissima, ma anche fresca, è una pietanza che può essere trovata in tante pizzerie napoletane. Poco vicino alla focacceria vi è una libreria Feltrinelli, ma ragazzi, mi raccomando: se avete bisogno di una guida turistica per visitare Napoli, affidatevi alle nostre! Sono infatti itinerari turistici scritti da Napoletani, ed in più gratuiti!

Metterò qui un pulsante, fatene buon uso!

Itinerari Napoli Travel Naples

LO SPOT

Focaccia a Largo Berlinguer. NapoliUno spazio grande, che affaccia da un lato su via Toledo, dall’ altro su una grande piazza. Gente che passa
distratta, di corsa sotto un sole di primo pomeriggio, una piccola orchestrina jazz che suona in lontananza, ragazzi che incuriositi sbirciano dalle finestre della stazione della metro, artisti di strada intenti a dipingere, e il castello di Sant’ Elmo che sovrasta la scena dall’ alto. Beh si. E’ stato davvero piacevole provare per voi l’ itinerario Food on the Spot di questa settimana, largo Berlinguer è un’ ottima scelta per un pranzo in tranquillità.

Ricordiamo che solo ultimamente è stato intitolato in tributo al celebre statista italiano.

Troverete delle panchine disposte in cerchio, poco avanti sulla discesa. Sulla zona sinistra di solito vi sono dei mercatini in cui potrebbe essere disponibile qualche buon affare. Poco vicino vi sono i varchi di accesso alla famosissima stazione della Metropolitana 1 di Via Toledo. Naturalmente vi consigliamo di farvi un giro, ma se dovessero servirvi indicazioni, potete fare riferimento alla nostra guida trasporti!

Lascerò un altro bottone qui, adesso. Mi raccomando, non cliccatelo, o potreste scoprire cose sui trasporti che non avreste voluto sapere!

Itinerari Napoli Travel Naples

Ora vi saluto, e ricordate: una pizza di scarole è per sempre! (o anche due soli minuti, dipende da quanto siete veloci a mangiare)

 

 

 

 

Mangiare a Napoli: un panino a San Marcellino

Il Caseificio - Via Duomo - Napoli
La rubrica “Food on the spot” caratterizzata dal cosa mangiare a napoli è partita da un’idea venutami durante un panino a San Marcellino. “Food on the spot” infatti riguarda il mangiare bene a Napoli, distinguendosi da tutte le guide sulla ristorazione che sono certamente validissime, ma che riguardano il mangiare seduti ad un tavolo di ristorante o pizzeria. La mia idea infatti è quella di raccontare brevissimi itinerari, che comprendono sempre una scelta di food, e la scelta di uno spot. Il food è un qualcosa di comprato, da asporto o comunque da mangiare subito, in un punto ben preciso. Lo “spot” di solito si distingue per essere un luogo che trasmette tranquillità, una sorta di piccola oasi in città. E mangiare un panino a San Marcellino è forse la location che maggiormente rispecchia questo metodo di giudizio.

Cosa vedere a Napoli: San Marcellino
San marcellino

Il food

Un panino-pizza.
Da molti definito “il panino pizza”, il panino bresaola-rucola-scaglie di grana ed un filo d’ olio è una scelta leggermente costosa, ma anche gustosa e sana. Un panino morbido va benissimo, ma questa scelta si esprime al meglio con un pane integrale o ai cereali. Per un panino di media misura siamo circa sulle 500 calorie. Ho scelto una salumeria chiamata “Il Caseificio”, a via Duomo. Fa degli ottimi panini, sia freddi che alla piastra. E’ spesso meta di studenti che scelgono un panino per mangiare nella pausa pranzo ed affollano il piccolo locale.

LO SPOT

La storia narra che nel VI secolo, circa 1566, i due monasteri: quello di San Marcellino e quello di San Pietro e San Festo, furono accorpati in un unico complesso che fu chiamato dei Santi San Marcellino e Festo; in questo modo si sarebbe provveduto a dare un tetto per le monache rimaste senza una fissa dimora.

Dopo il Concilio di Trento il complesso fu più volte modificato, fino ad arrivare al 1772 con il disegno dell’ architetto Vanvitelli e alla conformazione definitiva. Durante il IX secolo le monache benedettine che risiedevano nel convento furono costrette a trasferirsi nella Chiesa di San Gregorio Armeno, dove tuttora dimorano. Attualmente il complesso ospita l’Università di Napoli Federico II.

San Marcellino è un’ oasi urbana, uno spazio dove il tempo è fermo e pare tutto così lontano dallo stress e dai rumori della città.Cosa vedere a Napoli: San Marcellino

Visitare napoli: i vicoli

In giro per la Città

vasci, altarini e botteghe

cose da vedere a Napoli:i vicoli, reticolato della città

Napoli è considerata la città dei vicoli, un labirinto di stradine che si dirama in tutta la città. Famosi per la presenza di importanti luoghi d’interesse, per le botteghe d’artigianato, per aver ospitato i set cinematografici di celebri film (Paisà di Rosselini, Napoli Milionaria di De Filippo), per aver ispirato poeti, cantanti, commediografi e letterati. Luoghi rappresentativi della città, piccole scorciatoie che mettono in collegamento i quartieri con le strade principali di Napoli. Non solo il centro è antico è caratterizzato da questa conformazione urbana, ma la maggior parte del territorio napoletano e della provincia.

Quartieri Spagnoli
Quartieri Spagnoli

 

Una degli aspetti più suggestivi, quando ci si addentra nei vicoli di Napoli, è la sensazione che la linea tra ambienti privati e la strada è molto, ma molto sottile, quasi come se fosse un unico ambiente.

Tra i vicoli ci sono i bassi, detti in dialetto napoletano “Vasci”, piccole abitazioni che danno direttamente sulla strada. Il più delle volte ci sono anziane signore sedute a guardia dei loro bassi, che lavorano la maglia, che chiacchierano con altra gente, o che stendono i panni.

Un altro suggestivo elemento che incontrerete nei vicoli di Napoli sono: le edicole votive. Chiamate comunemente altarini, proprio perché sono delle piccole costruzioni che richiamano la conformazione di un altare sacro, il più delle volte sono dedicate alla Madonna o a diversi Santi, inoltre spesso si possono trovare dei fiori e dei piccoli oggetti che i napoletani più devoti hanno portato in segno di voto.

I vicoli più suggestivi da visitare sono sicuramente quelli dei Quartieri Spagnoli e del Centro Antico dove avrete la possibilità di immergervi non solo nella cultura napoletana, ma di ammirare opere di Street Art e di scoprire trattorie e luoghi dove mangiare che non dimenticherete facilmente. Vale la pena passeggiare anche tra i vicoli che si diramano da via Foria e al quartiere la Sanità, strade dove nati due grandi artisti napoletani Totò ed Eduardo De Filippo.

 

Vicoli di Napoli
Vicoli di Napoli
Vicoli di Napoli
Vicoli di Napoli
Vicoli di Napoli
Vicoli di Napoli

Cosa visitare a Napoli: Maschio Angioino

Castel Nuovo

Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

Cosa visitare a Napoli: Maschio Angioino

Maschio Angioino
Maschio Angioino

Uno dei simboli di Napoli e della sua storia è Castel Nuovo, più comunemente chiamato Maschio Angioino, edificato nel 1279 per volere del re francese Caro I d’Angiò dall’architetto Pierre de Chaule. L’imponente struttura si trova nel bel mezzo del centro storico partenopeo, esattamente tra Piazza del Plebiscito e la stazione marittima: il luogo ideale per costruire una fortezza per i regnanti.
Oltre alla famiglia Angioina e poi anche Aragonese, Castel Nuovo divenne un centro culturale molto frequentato da artisti e letterati come Petrarca o Bocaccio. Durante il periodo angioino, fu costruito anche l’Arco di Trionfo, per celebrare la venuta della dinastia francese nel regno di Napoli.

Maschio Angioino
Maschio Angioino

L’interno presenta una pianta trapezoidale con cinque torri a forma di cilindro, mentre il cortile esterno è caratterizzato da porticati con arcate basse e scala esterna in piperno, decorato in stile catalano. La Sala dei Baroni è l’area più grande e ricalca le grandi corti spagnole.

Maschio Angioino
Maschio Angioino

Le tre torri sul lato quelle rivolte verso l’entrata del castello, sono le “Torri di San Giorgio”, di “Mezzo” e di “Guardia” mentre quelle rivolte verso il mare si chiamano Torre “Dell’oro” e di “Beverello”.
Oggi il Maschio Angioino è un museo civico, sede di importantissimi eventi per la città di Napoli come mostre ed iniziative culturali.

La Leggenda

Secondo un’antica leggenda, il Castello in origine era circondato da un fossato lungo tutto il perimetro, in cui erano situate anche le prigioni sotterranee. Infatti nei scritti del filosofo Tommaso Campanella, troviamo notizie della celebre fossa del coccodrillo che appariva di notte dei sotterranei delle prigioni. Il coccodrillo in questione fu portato dall’Egitto per volere della regina Giovanna II, promessa sposa di Giacomo di Borbone e secondo la leggenda, la donna giovane e sensuale aveva più di un amante segreto nella corte napoletana. La regina, si innamorava molto velocemente ed altrettanto rapidamente si stufava di essi così tanto da gettare i suoi amanti nella fossa del coccodrillo, tramite una botola. Per ammazzare il coccodrillo, la leggenda dice che fu usata e un enorme coscia di cavallo come esca e una volta morto, impagliato e agganciato sulla portone d’ingresso del Castello.

Mistero o verità?
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