Autore: nicoletta

Un’oasi di street art a Napoli: Santa Fede Liberata

La nuova puntata di Napoli Street Art di oggi si apre all’interno del centro antico della città.

la street art di santa fede liberata

Nel cuore dei Decumani di Napoli da qualche anno negli spazi dell’ex oratorio di Santa Maria della Fede in Via Giovanni Pignatelli è stato creato il centro culturale Santa Fede Liberata, dopo decenni di abbandono ed incuria. L’area quasi nascosto tra i vicoli del centro storico è stata prima occupata e poi riconvertita da alcune associazioni locali, le quali hanno avviato un percorso culturale che ha trasformato un ex oratorio in un punto di aggregazioni aperto a tutto il quartiere.

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Biblioteca cittadina di Santa Fede Liberata

Una biblioteca pubblica, corsi di tango, musica, incontri, dibattiti, assemblee pubbliche, eventi di ogni tipo organizzati tutti insieme alla cittadinanza attiva del quartiere. Un luogo in cui tutte le generazioni possono confrontarsi e scegliere il modo migliore per stare insieme.

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Cortile di Santa Fede Liberata

Entriamo a Santa Fede Liberata per caso, da un portoncino nel vico dipinto da artisti di street art di fama internazionale come Hopn, Zolta, Cristina Portolano, Lume e Raro. Neanche il tempo di capire in che posto ci ritroviamo che subito riusciamo a sentirci a casa.

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Raro sulla facciata esterna di Santa Fede Liberata

Tanti piccoli tavoli sono disposti sotto al porticato dell’ex convento ed arriviamo nel bel mezzo di un torneo di carte tra anziani. Tra di loro c’è subito chi inizia a spiegarci il senso di Santa Fede Liberata e come anche attraverso laboratori e festival culturali, il centro è diventato un posto nuovo, un luogo in cui esserci ed condividere gioia ma anche riflessioni.

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Interno di Santa Fede Liberata

L’intero vicolo che porta al centro culturale, oggetto della nostra puntata di oggi di Napoli Street Art, è stato decorato durante l’ultima edizione dell’Oblà Fest, un festival dedicato all’illustrazione e all’artigianato.

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Lume

Santa Fede Liberata così come lo Scugnizzo Liberato e l’Opg Je so Pazzo di Napoli, è diventata così in pochissimi anni oltre ad un punto di aggregazione per il quartiere ma anche una tappa obbligatoria per un viaggio alla scoperta dell’arte urbana a Napoli.

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ZOlta

Sulla facciata esterna tanti sono i richiami alla condivisione e alla critica della nostra società, come il murale dell’illustratrice Cristina Portolano, in cui è rappresentato un volto intento ad guardare il suo Iphone, il simbolo del consumismo ed omologazione digitale.

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Cristina Portolano sulla facciata esterna di Santa Fede Liberata

Tappa obbligatoria per questa tour alla scoperta della street art di Santa Fede Liberata è dall’Antica Pasticceria Scaturchio,  dove potrete gustare uno degli ottimi caffè napoletani accompagnati da una dolce sfogliatella, comodamente seduti nella magnifica cornice di Piazza San Domenico Maggiore.

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Hopn

Ti sei perso le altre puntate di Napoli Street art? Clicca qui per rimediare!

 

1970 Rooms, un nuovo concept per viaggiare nel tempo a Napoli

1970 Rooms

Siete a Napoli per il weekend e siete stufi del solito hotel o B&B?

Travel Naples vi consiglia un nuovo affittacamere che vi proietterà direttamente negli anni 70!

Un viaggio nel tempo che con gusto ed originalità vi regalerà un soggiorno nella città partenopea strepitoso.

Parliamo di 1970 Rooms situato a Via San Giacomo 24, tra Piazza Municipio e Via Toledo, un punto strategico per visitare Napoli. Camere dotate di ogni confort ed interamente arredate in stile vintage anni 70’ con un giusto mix moderno.

 

Visto che non vi consigliamo mai cose a caso e dobbbiamo sempre provare prima del turista i servizi che proponiamo, abbiamo ascoltato uno dei fondatori della Throwback srl e di 1970 Rooms che ci ha spiegato come è nata l’idea di investire proprio in questo concept: “Throwback nasce da un’idea- ci spiega Marco Di Scala, uno dei quattro giovani fondatori della società- un nuovo concetto di turismo esperienziale. Abbiamo pensato che l’ospite oltre a viaggiare nel luogo, cioè in questo caso Napoli, ha anche la possibilità di viaggiare nel tempo. Creare un soggiorno nella città con un orizzonte temporale ben definito. La nostra idea è quella di creare strutture diffuse in tutta la città, dove il viaggiatore ha la possibilità di soggiornare nei vari decenni che hanno caratterizzato la sua vita: anni 60’, 70’, 80’, 90’.”

1970 Rooms

PERCHE’ 1970 ROOMS?

Gli anni 70’ sono stati gli anni del cambiamento in quasi tutti i campi artistici e sociali. Iniziare con questo decennio, rappresenta un punto d’incontro per le varie generazioni. Dal genitore nostalgico, all’adolescente curioso, alla coppia che con un giusto mix di design vuole tornare indietro nel tempo, come un tuffo nel passato.”

1970 rooms

CHI C’E’ DIETRO QUESTO PROGETTO?

Siamo quattro giovani ragazzi partenopei, gli amici di una vita. Abbiamo sempre vissuto con quell’idea di “avere una possibilità”, di “lavorando sodo si raggiungono gli obiettivi”. Per una realtà difficile come Napoli, alcuni di noi siamo emigrati, provando percorsi lontani e differenti da quello che si è più portati a fare. Circa un anno fa abbiamo deciso di metterci in gioco. La cosa più bella è vedere i viaggiatori contenti di aver soggiornato presso la nostra struttura. Il sorriso, il grazie ed il “torneremo a trovarvi”, è la nostra carica per fare sempre di meglio e crescere giorno dopo giorno.

Cosa aspettate a prenotare il vostro viaggio del tempo?

Torna la Napoli Photo Marathon, la maratona fotografica alla scoperta di Napoli

 

NAPOLI PHOTO MARATHON: II EDIZIONE DELLA MARATONA FOTOGRAFICA A PREMI

Dopo il successo della prima edizione del 2016, torna la Napoli Photo Marathon organizzata da Travel Naples.
Quest’anno la seconda edizione è ancor più ricca di premi e si terrà il 26 novembre dalle ore 10 in piazza del Gesù a Napoli.
La Napoli Photo Marathon è un’ iniziativa culturale volta a promuovere il territorio in un modo alternativo e creativo, ossia attraverso l’utilizzo della fotografia. Si tratta di una sorta di “caccia al tesoro”, in cui i partecipanti dovranno scovare e fotografare una serie di oggetti facilmente visibili tra le strade del centro storico. L’evento è completamente gratuito e gli interessati dovranno iscriversi al sito www.napoliphotomarathon.com e leggere il regolamento della maratona.
Lo staff di TravelNaples.it metterà a disposizione ai migliori partecipanti diverse tipologie di premi : quello del più veloce, della giuria tecnica, dei due sponsor e due vincitori che veranno scelti dagli utenti sui principali social network (Facebook ed Instagram)
A seguire ci sarà una mostra fotografica che sarà inaugurata il 16 dicembre dalle ore 18 al Neapolitan Trips in via dei Fiorentini 10 a Napoli. Durante la serata si terrà la premiazione dei vincitori e la consegna dei premi. L’evento è ad ingresso gratuito .

L’evento è organizzato con il patrocinio dell’Assessorato ai Giovani, Creatività ed Innovazione del Comune di Napoli ed in sinergia con diverse realtà napoletane come Kayak Napoli, Foto EmaNeapolitan Trips, Associazione Loro di Napoli, il parco avventura Funimondo e Storie di Napoli.

La pastiera napoletana

 

La pastiera napoletana

Pastiera napoletana
Foto di Alexa Petrocelli

Da dove viene la pastiera napoletana?

La leggenda narra che la sirena Partenope, uno dei simboli della città, dimorasse sulla spiaggia del golfo e che ogni primavera allietava il popolo con il suo canto. Un giorno la gente fu talmente rapita dalla sua voce soave che accorsero verso il mare portandole in dono farina, ricotta, uova , grano tenero, acqua di fior d’arancio, spezie e zucchero. La Sirena depose i doni al cospetto degli idei il quali mescolarono tutti gli ingredienti trasformandoli nella prima pastiera napoletana.

La pastiera è uno dei capi saldi della pasticceria napoletana , dolce tipico del periodo pasquale fatto di: pasta frolla e farcito da tutti gli ingredienti della leggenda, cotta lentamente in forno assume ha un colore dorato. Caratteristica della pastiera è il suo profumo dato dalla cannella, dai canditi, dalle scorze d’arancia dalla vaniglia e dall’ acqua di fior d’arancio.

La tradizione vuole che si preparino il giovedì santo o il venerdì santo, ma ormai è possibile gustare la pastiera tutto l’anno nelle migliori pasticcerie napoletane. Diversi sono gli aneddoti che coinvolgono questo tipico dolce napoletano uno di questi narra che la regina Maria Teresa D’asburgo – detta la regina che non sorride mai- dopo aver saggiato una fetta di pastiera scoppio in una fragorosa risata grazie al suo sapore.

È un bar come tanti ma la sua pastiera napoletana è decisamente un piccolo capolavoro. Il Leon D’Oro in via Foria offre ai suoi avventori pastiera a fette o intera, su ordinazione, solo nel periodo pasquale. Vale la pena approfittarne e assaggiarla.

Spesso la potrete trovare anche come dessert nei ristoranti ma se invece volete gustare questo tipico dolce napoletano davanti ad un caffè c’è la Pasticceria Moccia, in via San Pasquale una delle più importanti pasticcerie di Napoli situata a ridosso della Riviera di Chiaia.

Scopri gli altri dolci tipici napoletani nella nostra rubrica: Mangiare a Napoli!

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I Magazzini Fotografici di Napoli

UNA GALLERIA D’ARTE ED UN LABORATORIO CREATIVO: NASCONO I MAGAZZINI FOTOGRAFICI DI NAPOLI

Il centro storico di Napoli è il fulcro della bellezza e della storia partenopea e da qualche tempo è diventato anche la location dei Magazzini Fotografici, ovvero una galleria d’arte fotografica  situata nell’antico Palazzo Caracciolo D’Avellino.
Se siete a Napoli per il weekend o anche solo per una settimana, una tappa o un aperitivo in questa galleria è d’obbligo!
La galleria oltre ad ospitare mostre temporanee di fotografi ed artisti internazionali è anche un luogo dove si può assistere ad eventi o semplicemente poter bere un buon caffè, consultare libri, proporre idee ed incontrare persone.

magazzini fotografici

Magazzini Fotografici nasce da una idea di Yvonne De Rosa che dopo oltre un decennio di formazione ed esperienze a Londra, e’ tornata a Napoli per proseguire il suo percorso creativo . Il suo sogno era ricreare l’ atmosfera della vecchia Photographers’ Gallery di Londra, un luogo a lei molto caro, semplice e carico di carattere, nel centro storico di Napoli.

 

magazzini fotografici

Negli spazi da lei riconvertiti di un ex fabbrica di borse, il Borsettificio Ines, ora e’ situato Magazzini Fotografici, composto da 3 ampi ambienti comunicanti, ospita un bar con un ingresso espositivo dedicato al format ideato da Yvonne di #spazioFOTOcopia, una seconda sala che accoglie le mostre di esponenti del mondo della fotografia provenienti da tutto il mondo, una terza sala adibita a spazio di condivisione per proiezioni e bookshop per un totale di 200 m2

 

magazzini fotografici

Magazzini Fotografici e’ una APS (Associazione di Promozione Sociale con obbligo di tesseramento) ed ha come obiettivo la condivisione dell’arte della fotografia come occasione di scambio culturale e di arricchimento. Tra le altre attività di primaria importanza vengono effettuati sessioni di mentoring, letture portfolio e corsi di formazione nell’ambito fotografico di alto livello.
Magazzini Fotografici è dove la cena diventa artistica ed una semplice festa si trasforma in un party esclusivo.

INFO:
orari di apertura estivi: da mercoledi a sabato dalle 11:00 alle 19:00. Domenica 10:30-14:30
Costo ingresso: tesseramento per anno solare di 5€
Sito internet: www.magazzinifotografici.it
facebook: https://www.facebook.com/magazzinifotografici
Mail: info@magazzinifotografici.it
Cell: 3386403215
Indirizzo: Magazzini Fotografici San Giovanni in Porta, 32 – 80138, Napoli

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Tour al Buio al centro storico di Napoli

tour al buio

 

 

Travel Naples organizza il primo Tour al Buio tra le mura della città di Napoli per domenica 18 giugno alle ore 10.30. Un itinerario inconsueto che sarà tutto da scoprire durante la mattinata insieme con una location segreta.

CHE COS’È UN TOUR AL BUIO?
Il Tour al buio è una passeggiata in una delle zone della città di Napoli. I partencipanti non conoscono l’itinerario che andranno a fare, soltanto il giorno del tour avranno la possibilità di scegliere fra più zone della città,  quella che andranno a visitare. Ma come faranno a scoprire quale sarà il tour?  Il giorno dell’iniziativa i partecipanti saranno chiamati a svolgere alcune simpatiche prove, che li aiuteranno a scoprire quale sarà l’itinerario misterioso.
Una “Napoli sott’ e’ ngopp” inconsueta e non battuta dal turismo di massa, in cui a raccontare storie e misteri saranno proprio i luoghi scelti per il Tour al Buio.
Il tour al buio è aperto a chiunque sia appassionato di  arte e cultura. Non vi è  costo d’ iscrizione.

DOVE?
La location è ancora segreta ma il punto d’incontro per tutti i partecipanti è l’uscita della fermata della linea 1 di Toledo. Il tour avrà luogo in un perimetro ben defnito, che sarà riportato sulle cartine  consegnate ai partecipanti. Sarà  comunque all’ interno del Centro Storico.

QUANDO?
Il 18 giugno alle ore 10.30 con partenza prevista per le 11 e ritorno per le 13 al punto d’incontro.

COME PARTECIPARE?
Il tour al buio è gratuito e le prenotazioni sono aperte fino al 16 giugno.
Per info e prenotazioni ueue@travelnaples.it oppure al 3392046279- 3392357280

Il tour al buio è un evento organizzato in occasione della rassegna “Giugno Giovani promossa dall’Assessorato ai Giovani, alla Creatività e all’Innovazione del Comune di Napoli.

Travelnaples.it è portale multilingue sulla città di Napoli, website dedicato a tutti i viaggiatori in cerca di un nuovo luogo da visitare. Grazie ai nostri itinerari in formato Epub è possibile programmare al meglio la tua esperienza nella città di Napoli direttamente dallo smartphone o dal tablet, scaricabili gratuitamente in qualsiasi momento. Eventi, specialità gastronomiche , itinerari, monumenti, festività il meglio che la città di Napoli ha da offrire su www.travelnaples.it/en.

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Il Museo Diocesano di Napoli

IL MUSEO DIOCESANO DI NAPOLI

 

Museo Diocesano

Il Museo Diocesano di Napoli si trova nel cuore antico della città: a due passi dal Duomo e da San Gregorio Armeno, ha sede nella chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova  e Donnaregina Vecchia ed è stato inaugurato nel 2007.  Le due chiese  appartenenti all’arcidiocesi e al comune di Napoli risalgono una al seicento e l’altra al trecento. All’interno della nuova chiesa il museo si struttura essenzialmente su due piani: quello terra ed il primo con il coro, mentre le sale sono suddivise in base al tema narrativo delle opere in mostra. Il piano terra è composto dalle cappelle laterali con presbiterio, la sacrestia e l’antisacrestia da cui si accede poi alla navata principale dove venivano svolti i rituali liturgici. Il primo piano invece, include il coro e tante altre sale che ospitano oggetti preziosi e dipinti importanti e finisce con le opere di misericordia.

Tra le sculture di rilievo da ammirare in questo museo ci sono due in bronzo di Giovanni Domenico Vinaccia su San Massimo e Santa Candida di Napoli. Mentre la chiesa Donnaregina Vecchia presenta all’interno della cappella Loffredo, il monumento funebre a Maria d’Ungheria, dal quale è possibile accedere al coro delle monache.
Di immenso valore sono i dipinti situati in entrambe le chiese del Museo Diocesano, opere di grandissimi artisti sia napoletani che italiani i quali durante gli anni hanno lasciato la loro firma tra le mura di queste antichissime chiese cittadini.

Tra i nomi illustri esposti abbiamo quelli di Luca Giordano, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Andrea Vaccaro, Tommaso De Vivo, Lorenzo de Caro, Domenico Antonio Vaccaro, Pietro Grasso, Paolo de Matteis e Giacomo del Po. Molti artisti provengono dalla scuola caravaggesca napoletana mentre altri hanno lasciato varie opere in giro per la città, successivamente portate all’interno del Museo Diocesano. Esso è un museo di arte sacra e contiene un numero di opere di stampo cristiano davvero considerevole.
Un vero e proprio viaggio nella storia della religione cristiana.

 

ORARI DI APERTURA:

 Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato: 9.30 — 16.30

Domenica: 9.30 — 14.00 

Chiuso il Martedì

Il prezzo del biglietto è di 8 euro.

Largo Donnaregina
80138 Napoli / Napoli

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Visitare Napoli: il Museo Nitsch

VISITARE NAPOLI: IL MUSEO NITSCH, IL MUSEO DELLE ARTI SPERIMENTALI

Museo Nitsch

Il Museo Hermann Nitsch si trova in Vico Lungo Pontecorvo, nei pressi di Piazza Dante ed è uno tra i più innovativi della città: è un luogo di sperimentazioni, ricerche e soprattutto un laboratorio di idee per le arti contemporane. Esso è gestito dalla Fondazione Morra in collaborazione con l’Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive ed è un vero e proprio museo sempre in aggiornamento. Il nome è dedicato all’artista viennese Hermann Nitsch che dal 1974 ad oggi si occupa insieme al curatore del museo di organizzare sia i contenuti che le sale espositive. Il nucleo fondamentale di questo interessante museo si basa sulla Collezione: ovvero una serie di installazioni di Nitsch in collaborazione con Giuseppe Morra, le quali sono organizzate ogni due anni; il Centro di Documentazione, Ricerca e Formazione ovvero il supporto visivo e testuale del museo e promuove sistematici discorsi sulle arti visive a partire dalla metà del XX secolo; la Biblioteca/Mediateca è la parte in cui vengono catalogati ed analizzati libri, testi, articoli, riveste, interviste, dibattiti e quanto altro sulle arti figurative e fornisce un archivio per la produzione artistica e scientifica; il Dipartimento per il Cinema Sperimentale Indipendente invece raccoglie i materiali video dagli anni 70 ad oggi e promuove il cinema indipendente sia internazionale che italiano; poi ci sono un’ Audioteca di Musica Contemporanea ed il Centro per le Arti Performative e Multimediali.

Il museo Nitsch nasce con l’esigenza di raccogliere tutte le informazioni riguardanti le arti figurative per essere in grado di poter sperimentare nuove connessioni tra le diverse tipologie di arte. Il visitatore in questo modo potrà diventare parte integrante del laboratorio in un luogo dove i linguaggi artistici sono tanti e sono tutti valorizzati al meglio. Durante l’anno il museo diventa anche il luogo ideale per numerosi eventi e perfomances artistiche.

 

Visita la zona di Montesanto con la nostra guida della street art!

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Visitare Napoli: Il Museo Civico Filangieri

visitare napoli: il museo civico filangieri

Il museo civico Gaetano Filangieri è un museo situato lungo Via Duomo ed ha sede nel Palazzo Como, costruito tra il 1464 ed il 1490 in stile rinascimentale fiorentino dal facoltoso mercante Angelo Como (o Cuomo) su disegno, forse, di Giuliano da Maiano. Il museo è stato realizzato e allestito grazie a Gaetano Filangieri, principe di Satriano che, nel 1881, propose al Consiglio comunale di Napoli di raccogliere tutte le sue varie e ricche collezioni d’arte negli spazi rimanenti del Palazzo Como, poiché in seguito ai lavori di risanamento che prevedevano l’allargamento di Via Duomo, il palazzo fu demolito e spostato 20 metri più indietro. Il Consiglio comunale accolse la proposta, così che nel 1883 cominciarono i lavori di rifacimento del Palazzo, interamente finanziati dal Principe che terminarono nel 1888. Il museo civico Filangieri aprì le sue porte l’8 novembre del 1888. Inizialmente, il museo esibiva le opere del principe collezionate per 20 anni, e fino a quel momento conservate in casa Filangieri. Il Filangieri catalogò queste opere, creando così un inventario patrimoniale e una guida del museo. Attraverso le opere catalogate, il museo fu inteso come uno strumento didattico, come “museo della città” e dunque di sviluppo per la città. Sfortunatamente, nel settembre 1943, durante il secondo conflitto mondiale una buona parte del materiale raccolto andò perso a causa di un incendio appiccato dalle truppe tedesche nel deposito di San Paolo di Belsito, dove c’erano le opere di maggior pregio del museo insieme ai documenti più preziosi dell’Archivio di Stato di Napoli. Nonostante ciò, le collezioni ripristinate, grazie al materiale conservato in altri depositi e a diverse donazioni, permisero la riapertura del museo al pubblico nel 1948.

museo civico filangieri

La collezione è molto eterogenea e vanta più di 3.000 oggetti, di varia provenienza, datazione e tipo di materiale. Ci sono esempi di arti applicate (maiolicheporcellane, avori, armi e armaturemedaglie), dipinti e sculture dal XVI al XIX secolopastori presepiali del XVIII e XIX secolo ed anche una biblioteca dotata di circa 30.000 volumi ed un archivio storico con documenti dal XIII al XIX secolo. La quadreria raccoglie molti dipinti di artisti del Seicento napoletano, tra cui Jusepe de RiberaLuca GiordanoAndrea VaccaroBattistello CaraccioloMattia Preti.

Il museo civico Filangieri ha anche una sede dislocata presso Villa Livia, al Parco Grifeo. La villa con tutti i suoi arredi, fu regalata al Museo nel 1960 dal dottor de Luca Montalto, marito di Livia Serra, duchessa di Cardinale e pronipote di Gaetano Filangieri, che diede il nome alla villa. Un raffinato edificio realizzato nel 1931 in stile liberty visibile ancora nell’aspetto esterno, mentre gli interni furono completamente rifatti negli anni ’50. Dal 1975 nella villa ha sede il Centro Internazionale di Studi Numismatici.

Dopo molti anni di chiusura al pubblico, nel luglio del 2013 è nata l’Associazione “Salviamo il Museo Filangieri ONLUS” che ha permesso la riapertura del museo, promuovendo, sostenendo il Museo e diffondendone la conoscenza attraverso varie attività, tra cui lezioni periodiche sulla storia dell’arte e delle arti applicate, sulla musica, sulla cultura napoletana; è inoltre sede di concerti, presentazioni di libri, mostre, aste di opere d’arte.

INFO

Indirizzo: Via Duomo 288, 80138 Napoli.

In autobus: la linea C55 ferma a pochi passi dal Museo

In Metropolitana: Le fermate della Metropolitana più vicine sono quelle di Piazza Cavour della Linea 2 e quella di Museo (Museo Nazionale a via Foria) o di Università (Piazza Bovio) della Linea 1

Telefono:081 203175

Orari di apertura: Da martedì a sabato: ore 10.00 – 16.00 . Domenica e lunedì: CHIUSO.

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Visitare Napoli: La Farmacia degli Incurabili

La Farmacia degli incurabili e’ Uno dei siti storici più nascosti della città di Napoli, un luogo in cui arte e scienza hanno trovato il giusto mix ed una bellissima collocazione. Se avete intenzione di visitare Napoli non potete perdere questo posto!

Il Farmacia degli Incurabili fa parte di un sito monumentale di Napoli che si trova nel centro storico. Dal 2010 una parte del complesso, inclusa la storica farmacia e la chiesa di Santa Maria del Popolo, fa parte del “museo delle arti sanitarie di Napoli“. Originariamente, il complesso comprendeva anche la chiesa di “Santa Maria Succurre Miseris dei Bianchi” e lo storico “ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili”. Col tempo ingloberà anche la chiesa di “Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli” e l’omonimo chiostro, il complesso di “Santa Maria della Consolazione”, la chiesa di “Santa Maria di Gerusalemme” e il “chiostro delle Trentatré”. L’insieme di queste strutture è una forte testimonianza del Rinascimento napoletano.

 

farmacia degli incurabili

 

L’Ospedale di Santa Maria del Popolo, detto degli Incurabili, inizia la sua attività nel 1522 grazie alla nobildonna spagnola Maria Lorenza Longo che, dopo un pellegrinaggio al Santuario di Loreto, dal quale ritornò guarita da una grave forma di paralisi, decise di spendere tutti i suoi averi e tutta la sua vita nell’assistenza ai malati. Cominciò, cosi, a frequentare l’Ospedale di S. Giacomo, dei Fatebenefratelli (detto La Pace), dei Pellegrini ed in particolare l’Ospedale di S. Niccolò al molo per ben sette anni. Fu in quel periodo che pensò di organizzare un’opera di assistenza per i malati cosiddetti “incurabili”. Assisteva soprattutto malati affetti da apoplessie, epilessie, paralisi, asma, sputi di sangue, slogature, scottature e rogna. Tutto questo materiale clinico diede modo ai medici di gettare le fondamenta della “scuola medica napoletana”, nella quale lavoreranno illustri medici stranieri e italiani che sono stati anche santificati, per questo motivo l’ospedale è più conosciuto come “l’ospedale dei santi”. Ultimo medico ad essere santificato, in ordine di tempo fu San Giuseppe Moscati, direttore della Medicina nei primi anni del 1900.

L’edificio ha due porte di accesso, una a nord ed una a sud ed è situato su una piazza quasi rettangolare. Di grande effetto sono lo scalone sul lato orientale che conduce ai primi due piani, dove c’erano i corridoi degli uomini e delle donne. Sul lato meridionale un altro e ampio scalone segnala, invece, l’ingresso all’ex monastero delle Convertite (oggi museo delle arti sanitarie e di storia della Medicina). Dal cortile, che vanta di due fontane storiche e del “pozzo dei pazzi”, un pozzo dove venivano calate le persone in stato di agitazione per farle calmare, si accede alla barocca Farmacia Degli Incurabili, un autentico luogo dove scienza e arte si incontrano.

Probabilmente l’ interno della farmacia fu curato tra il 1747 ed il 1751 dall’ ingegner Bartolomeo Vecchione che si servì dell’esperienza delle più brave maestranze napoletane. Infatti, la falegnameria, gli stigli e il grande bancone usato come laboratorio sono di Agostino Fucito. Gli intagli dorati raffiguranti un utero di una vergine nella sala della controspezieria e un utero tagliato per un parto cesareo nella grande sala, sono opera del Di Fiore. Crescenzio Trinchese si occupò dei marmi e dell’urna, collocata in una nicchia, contenente la medicina per ogni male, la cosiddetta Teriaca o Triaca, un farmaco che ebbe una straordinaria diffusione nel Medioevo e nel Rinascimento poiché conteneva, tra i numerosi costituenti, oppio, carne e pelle di vipera. La richiesta, infatti, era così forte che fu assoggettata alle regole del Monopolio di Stato. La teriaca fu usata fino alla metà del XIX secolo.

Le maioliche furono decorate da Lorenzo Salandra e Donato Massa con scene bibliche e allegorie. Il pavimento attribuibile a Giuseppe Massa è in cotto ed impreziosito da cesti di frutta con una gran croce centrale, che mettono in evidenza i vivaci colori usati dal Massa, in abbinamento anche con le cromie dei vasi. Nella Grande Sale vi è l’opera di Matteo Bottigliero raffigurante Antonio Magiocco, il committente, giurista e governatore degli Incurabili che con un sorriso e una mano sembrino invitare il pubblico ad ammirare il gran salone. Infine a decorare il soffitto, vi è la tela del Bardellino rappresentante Macaone che cura Menelao ferito (1750),un tema descritto da Omero nell’Iliade. A terminare l’ambiente vi è il bronzo raffigurante Maria Lorenza Longo sull’elegante doppio scalone della farmacia.

L’istituzione della Farmacia cambiò la funzione d’uso dell’ospedale. Esso diventò un vero e proprio luogo di cura e non più un semplice ospizio che basava tutto sulla preghiera. Fu la forte volontà di investire in ricerca farmaceutica a realizzare l’ospedale moderno, secondo il quale le malattie vanno curate con farmaci e rimedi efficaci.

Indirizzo: Via Maria Longo, 50, 80138 Napoli.

In Treno: metro linea 1 e 2– stazione di Cavour ( museo). All’uscita attraversare di fronte, svoltare a sinistra e percorrere pochi metri prima di girare a destra, salire poi verso Via Maria Lorenza Longo.
In Autobus: Da Piazza Garibaldi prendere l’autobus n°201 e scendere alla fine di via Foria (direzione Museo Archeologico Nazionale) davanti la fermata della Metropolitana.

Orari: Dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 ingresso libero con contributo volontario per il Museo delle Arti Sanitarie e di Storia della Medicina. In questi stessi giorni e orari è possibile prenotare il percorso “Arte e Scienza” che si svolge il sabato. E’ indispensabile per accedere a tale percorso la prenotazione dalla quale sarà determinato l’orario. La prenotazione può avvenire telefonicamente al numero 081 440647 nei giorni ed orari succitati (dal lun al ven ore 9.30 – 13.30) o mediante form contatti sul sito web:

Specifichiamo che il percorso “Arte e Scienza” consente di ammirare alcuni siti del monumentale Ospedale degli Incurabili ed in particolare: il museo, la storica farmacia, e i chiostri. La visita è curata dall’associazione culturale “Il faro di Ippocrate”. E’ richiesto un contributo ai fini esclusivi di conservazione e restauro.
 Normalmente durante l’anno feriale non è possibile visitare la farmacia in settimana o in tutte le domeniche dell’anno, poiché le visite sono riservate al sabato fatta eccezione per aperture straordinarie sempre regolate da prenotazione.

Mese di AGOSTO: chiusura per ferie.

Per la sola visita del Museo gli orari di apertura sono dal Lunedì al Venerdì dalle 9.30 alle 13.30
Per visitare anche la Farmacia Storica, è obbligatoria la prenotazione telefonica oppure attraverso il form contatti.

Scopri la nostra guida di Insolita Napoli della stessa zona!

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