Pizza patrimonio Unesco

Pizza patrimonio Unesco

Cucina tradizionale napoletana

Pizza Patrimonio Unesco

Pizza Patrimonio Unesco: proteggiamo il Made in Italy

Pizza patrimonio Unesco

E’ ufficiale: l’Italia candida la pizza patrimonio Unesco.
Napoli: capoluogo della Campania, città del sole e del mare, dell’arte e della cultura, la città dei colori e delle persone vivaci, ma soprattutto la città della pizza. Sì, perché la vera pizza è napoletana, quella nata nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito che per onorare la Regina Margherita di Savoia preparò, appunto, quella che diventò la pizza per eccellenza, la Margherita: pomodoro, mozzarella e basilico uniti in una combinazione perfetta di odori e sapori che ricordano i colori della bandiera italiana.

Dal quel momento in poi la pizza è diventata un peccato di gola per tutti, tanto da oltrepassare i confini locali e nazionali arrivando anche all’estero. È uno dei prodotti gastronomici “made in Italy” più conosciuti al mondo ed è proprio questo il motivo che ha spinto, nel marzo 2015, l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio con Oscar Farinetti (patron di Eataly), e Franco Manna (presidente di Rossopomodoro) a candidare la pizza patrimonio dell’Unesco, ed entrare dunque nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
La candidatura ha riscosso sin da subito un enorme successo, tanto da trovare innumerevoli adesioni alla petizione mondiale lanciata su Change.org, a sostegno della causa: l’arte della pizza come patrimonio Unesco.

La petizione parla di arte, questo perché saper creare da pochi e semplici ingredienti una prelibatezza amata da tutto il mondo non è così facile… ci sono regole e tecniche precise da seguire affinché si possa parlare di una vera pizza. “L’arte della pizza, che ben ci rappresenta nel mondo, è una conoscenza tradizionale e un bene immateriale che merita il riconoscimento da parte dell’Unesco”, questo è uno degli slogan della petizione. Il riconoscimento della #pizzaunesco porterebbe a salvaguardare il made in Italy e l’economia del nostro Paese.
I napoletani e gli italiani sono molto legati alle loro tradizioni, infatti, hanno sposato con molto orgoglio la causa. A quanto pare però, anche il resto del mondo ha riconosciuto la pizza come simbolo identitario dell’ Italia. 850mila circa in tutto le firme raccolte solo 100mila dal Giappone.
Dunque, se anche tu per pizza intendi solo quella napoletana, aderisci alla petizione e diffondi il “verbo” #pizzaUnesco.
Se non ne sei convinto, Napoli ti aspetta e ti darà la prova concreta che la pizza non è solo acqua e farina: è l’arte e l’amore che ci mettono i pizzaioli nel preparala, è tradizione, è cultura, è quindi un bene immateriale che va protetto e riconosciuto come patrimonio culturale dall’Unesco.
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