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Il Ragù napoletano

Il ragù napoletano

deve pippiare

 

Ragù napoletano
Foto di Mariateresa Zanchiello

Il Ragù napoletano è un fondamento della tradizione gastronomica domenicale partenopea. Non è semplicemente “carne c’ ‘a pummarola”, come specificava l’attore e regista teatrale napoletano Eduardo de Filippo: il ragù richiede tempo…molto tempo. Deve cuocere per ore, deve sbuffare,”pippiare” come si dice in gergo; solo così raggiunge quella consistenza densa e cremosa e quel gusto unici. Infatti, la tradizione vuole che si cominci a cucinarlo il sabato sera a fuoco lento in un tegame di creta con una cucchiarella di legno, per poi averlo pronto per il pranzo della domenica.

il ragu’ oggi

Ma oggi, nelle preparazioni più leggere, bastano anche quattro-cinque ore di cottura. Gli ingredienti base del ragù sono il concentrato e la passata di pomodoro, aggiunti a un soffritto di cipolla e olio extravergine. A Napoli il ragù va preparato direttamente con la carne (tracchie di maiale, polpette, spezzatino) che insieme alla salsa costituiscono il secondo perfetto da abbinare ai maccheroni, o a qualche altro tipo di pasta purchè sia corta e rigata! Quando si mangia il ragù, dimenticate le regole del galateo, è d’obbligo la “scarpetta” finale: raccogliete il sugo rimasto nel piatto con un pezzetto di pane!
Un piatto semplice dal sapore inconfondibile

Lo potrete gustare da Tandem primo ristorante interamente dedicato al Ragù Napoletano

 

Per la versione in inglese cliccare qui.

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