Il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Se siete amanti dell’archeologia e della storia degli antichi greci e romani, il Museo MANN è una tappa obbligatoria del vostro viaggio a Napoli, un incredibile contenitore di storie e narrazioni della Neapolis dalle origini.

Il Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN) è uno dei più importanti musei della città, e vanta uno tra i più ricchi patrimoni archeologici d’Italia, soprattutto per quanto riguarda la sua collezione di epoca romana. Fu costruito per volere di Carlo III di Borbone già intorno alla prima metà del 1700, erede per parte di madre (Elisabetta Farnese) di un’importante collezione composta da opere d’arte e reperti archeologici, divisa tra Napoli, Roma e Parma, Carlo avvia nel 1738, la costruzione della Villa Reale di Capodimonte, da destinare al “Museo Farnesiano”. Nello stesso anno dà inizio a quella che si rivelerà una fortunatissima campagna di scavo a Resina ad Ercolano, presso una delle residenze reali di villeggiatura: vengono così alla luce magnifiche statue di bronzo e marmo, numerose iscrizioni e una ricchissima decorazione scultorea della scena del teatro di Ercolano; dieci anni più tardi si dà avvio agli scavi di Pompei, e un anno dopo a quelli di Stabia, dove viene rinvenuto anche qui un elevato numero di reperti. Inizialmente il cospicuo materiale (mosaici, oggetti preziosi, armi, vetri e pitture) viene ospitato nelle sale della Villa Reale di Portici, costituendo il Museum Herculanense (1750) e rende Napoli una delle città più ricche di arte e archeologia, facendola anche diventare tappa obbligatoria del Grand Tour.

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Supplizio di Dirce o Toro Farnese. Museo MANN. Foto di @AntonioManfredonio con licenza Creative Commons.

Tuttavia, la minaccia del Vesuvio a Portici e la lentezza con la quale proseguivano i lavori a Capodimonte, convinsero il successore di Carlo III, Ferdinando IV di Borbone, a riunire le collezioni di famiglia in un unico Museo, facendo cadere la sua scelta sul Palazzo degli Studi di Napoli (l’attuale museo).

Dopo aver superato anche le travagliate vicende politiche di quegli anni, nel 1816, Ferdinando IV di Borbone inaugura il Real museo Borbonico; in tale occasione viene realizzata da Antonio Canova una scultura rappresentante il re Ferdinando, e posta sullo scalone monumentale del Museo. Dopo l’unità d’Italia, il Museo diviene proprietà dello Stato e assume il nome di “Museo Archeologico Nazionale”.

Dal 2005 nella stazione Museo della linea metropolitana, posta sotto il livello del museo archeologico, è stata aperta la stazione Neapolis (accessibile gratuitamente), con la quale vengono mostrati i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi della metro ed entrati a far parte del patrimonio del MANN. All’interno della stazione, disegnata da Gae Aulenti, ci sono copie di opere custodite nel museo come l’Ercole Farnese, la copia della Testa di Cavallo donata da Lorenzo de Medici a Diomede Carafa e infine ci sono fotografie di Mimmo Jodice che accompagnano il passeggero nel corridoio di collegamento con la Linea 2.

Il Museo è composto da due piani, un piano terra (collezioni Farnese e pompeiane) e un primo piano (salone della meridiana, coll. Pompeiane, settori topografici), ai quali si aggiungono un piano ammezzato (collezioni Pompeiane- gabinetto segreto- mosaici, numismatica) e il seminterrato (collezione Egizia ed epigrafica). L’esposizione delle opere e la loro collocazione ha subito negli anni cambiamenti in base a criteri espositivi diversi. Tuttavia oggi, i criteri di allestimento favoriscono soprattutto il contesto e la provenienza originari degli oggetti esposti.

LA COLLEZIONE fARNESE

 Fu la più celebre delle collezioni romane di antichità. E’ una collezione di opere d’arte nata nel periodo rinascimentale su volontà di Alessandro Farnese. Essa è costituita prevalentemente da sculture rinvenute nel complesso romano delle Terme di Caracalla, come il il Toro Farnese; altre sculture provenienti dai palazzi e siti farnesiani a Roma, oggetti d’antiquariato, busti, gemme e altri reperti.

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Museo MANN. Foto di @AugustoDeLuca con licenza Creative Commons.
LE COLLEZIONI POMPEIANE

La raccolta di collezioni Pompeiane nasce sostanzialmente con gli scavi archeologici di Pompei avviati nel corso della prima metà del XVIII secolo, su volontà dell’allora re di Napoli Carlo di Borbone. La raccolta costituisce il nucleo principale della collezione Borbone ed include tutti i reperti rinvenuti negli scavi vesuviani: sculture, mosaici della Casa del Fauno di Pompei, armeria, affreschi, argenti, avori e ceramiche e altri reperti dal tempio di Iside e alcuni dei papiri rinvenuti ad Ercolano ed oggi alla biblioteca nazionale del palazzo reale. Fa parte di questa collezione del MANN anche Il Gabinetto Segreto (così chiamato dai Borbone) che mostra vari reperti a soggetto erotico o sessuale provenienti dagli scavi di Pompei ed Ercolano o acquisiti in altro modo, tra gli esemplari più famosi è il gruppo marmoreo con Pan e capra, rinvenuto nella Villa dei Papiri di Ercolano. Completamente riallestita negli anni ’90, la collezione è stata definitivamente aperta al pubblico, dopo essere stata sottratta per lungo tempo alla vista del pubblico per i suoi contenuti scabrosi.

IL SALONE DELLA MERIDIANA

La costruzione del Salone della Meridiana al museo MANN fu iniziata negli anni 1612-1615 per volere del vicerè don Pedro Fernando de Castro e destinata ad ospitare gli studi e la libreria pubblica, fu ripresa da Carlo III, che voleva unire la biblioteca Farnesiana con quella pubblica. Alle gesta di Ferdinando IV e ad Alessandro Farnese, generale di Carlo V, sono dedicati gli affreschi e i quadri che ornano la volta e le pareti del salone. Nel 1783 avviene l’apertura ufficiale della biblioteca, ma la sala subisce un’ulteriore trasformazione tra il 1790 e il 1793, quando si pensò di installare, nell’ala nord-ovest, un osservatorio astronomico su proposta dell’astronomo Giuseppe Casella; il progetto fu tuttavia abbandonato, ma fu realizzata sul pavimento una meridiana lunga oltre 27 metri e tuttora in funzione, grazie al raggio di luce che a mezzogiorno penetra nell’ambiente da un foro praticato nell’angolo sud-occidentale.

La sezione Numismatica

Espone cronologicamente pezzi che vanno dal periodo della Magna Grecia fino alle monete battute nel regno delle Due Sicilie. La sezione comprende diverse collezioni tra le quali spiccano quella Borgia e quella Farnese, che costituiscono il nucleo principale. A queste si uniscono anche le collezioni monetali private, prima fra tutte quella Santangelo, acquisita dal museo di Napoli nel 1864.

Dal salone della Meridiana si accede alla sezione Topografica che vede in sequenza reperti relativi al periodo della Preistoria, Età Eneolitica e dell’ Età del Bronzo e del Ferro. Ci sono altri opere rinvenute da Cuma e Pithecusae ( Ischia).

LA COLLEZIONE EGIZIA

Il MANN dispone anche di una ricchissima collezione Egizia, seconda collezione per importanza dopo quella del museo egizio di Torino; prima e più antica, invece, in senso cronologico. La collezione raccoglie nuclei di collezioni di varia provenienza; solo un pezzo proviene dalla collezione Farnese: il Naoforo detto appunto “Farnese”, mentre il nucleo principale della raccolta è costituito dalla ricchissima collezione settecentesca del cardinale Stefano Borgia, che entrò in possesso grazie a dei missionari, di un immenso numero di oggetti dall’Egitto; poi acquistata nel 1815 da Ferdinando IV di Borbone. La più rilevante collezione tra quelle napoletane dopo la borgiana è la collezione di Giuseppe Picchianti, un viaggiatore di origine veneta che risalì la valle del Nilo fino a raggiungere il deserto nubiano. Qui raccolse una notevole quantità di materiali, provenienti probabilmente da sepolture: la sua raccolta comprende, infatti, mummie, sarcofagi e vasi canopi. Tornato in Italia ne vendette una parte al British Museum di Londra, mentre un’altra l’acquistò il museo di Napoli. Importante è anche la raccolta di documenti rinvenuti negli scavi delle città campane come Pompei, Ercolano, Stabia, Napoli, Sorrento, Benevento. Tra la serie di oggetti di cui è ricca la collezione ci sono amuleti, frammenti di obelischi, oggetti votivi, diversi steli arpocratee (lastre atte a proteggere magicamente il defunto dai pericoli cui poteva andare incontro nel suo viaggio verso l’oltretomba) e statuette in pietra o legno a forma di mummie, chiamate Ushabty.

la sezione epigrafica

Infine vi è la sezione Epigrafica che ospita una delle più importanti raccolte di iscrizioni del mondo greco-romano. Essa riunisce materiali di importanti collezioni, tra cui spiccano il nucleo Farnese, la raccolta Borgia, la raccolta di Francesco Daniele. Sono così riuniti documenti piuttosto rari, relativi ad aspetti della vita pubblica o privata difficilmente documentabili, come manifesti elettorali, archivi di banche, o annunci di giochi gladiatori.

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Giardino Museo MANN. Foto di @AntonioManfredonio con licenza Creative Commons
ORARI DI APERTURA

Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.30. Chiusura settimanale il martedì.

Telefono: +39081 442 21 49

 

 

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